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Emotion addicted.


Avevo 15 anni quando trovai in un cassetto dello studio di mio papà una vecchia e polverosa Pentax. Da lì è iniziata la curiosità. Paesaggi improbabili, la faccia di nonno mentre beve un caffè in vetro, il cane del vicino che scappa via subito dopo la messa a fuoco, piante, panini. Mi emozionai subito, ancora prima di avere in mano lo sviluppo di quella miriade di rullini che avrebbero fatto rabbrividire i professionisti dell’epoca. Ma il suono dell’otturatore era davvero incredibile.

Dopo un anno mi procuro la mia prima macchina fotografica digitale: avanza la mia testardaggine e voglio capirci di più. Ora c’è una memoria digitale che mi permette di vedere subito la foto scattata ed eventualmente eliminarla. Se delle 24 pose del rullino ne salvavi 6 buone, ora su 2400 ne puoi salvare ben 7.

Il digitale però aveva sempre quel non so che di “spento” rispetto alla pellicola. Dunque entro in contatto con un altro mondo: la post-produzione. Sempre da autodidatta, studiando manuali e tutorial, comincio a sperimentare su Photoshop e Camera RAW, tirando fuori da quegli scatti già più energia.

Passano gli anni e aumentano le mie conoscenze, ma resto sempre dell’idea che la fotografia sarà  solo una gran passione e basta. A quel punto arriva una telefonata.

Uno dei miei più cari amici decide di aprire una società sportiva a Recco in quel periodo, un grosso punto di ritrovo per risollevare in quella zona del litorale ligure la scena del surf, sport che pratichiamo da oltre 10 anni e seconda mia grande passione.
“Andre, ci serve un fotografo. Ci servi tu.”
La mia risposta è stata ovvia, da buon genovese: “Quanto mi date?”

Lascio quindi Parma, dove mi ero trasferito da qualche anno, e torno a Genova. E già dalla seconda settimana di lavoro comincia a palesarsi in me l’idea che forse quello che era un hobby potrebbe trasformarsi in mestiere.
Il mio ruolo come collaboratore cresce, e da semplice fotografo assumo la posizione di content creator per i servizi e per l’eCommerce della società.

Decido così di formarmi professionalmente come fotografo e contatto un grosso studio di Genova per un master di un anno. Grazie a ottimi docenti entro a tutti gli effetti nel mondo della fotografia professionale e inizio i miei primi lavori nei settori della moda, dell’advertising per aziende, delle cerimonie e degli eventi.

Il recente periodo COVID mi ha dato un’ulteriore spinta. Molte realtà lavorative sono cambiate, spostandosi sempre di più sul web per evidenti necessità. Ho così intrapreso un master in Design e Management dell’eCommerce presso l’Istituto Europeo di Design a Firenze, aumentando le mie competenze nel campo della gestione e creazione di contenuti per i siti web.

Oggi sono fotografo freelance, e metto a disposizione dei miei clienti l’esperienza che ho maturato in questi anni di attività, che hanno contribuito a rendermi sempre più trasversale nei vari generi.

Mi chiamo Andrea Oddi, e voglio essere un po’ fuori dall’ordinario.